
Strano posto l’ America del sud. Prima del viaggio di un certo genovese, in questo continente grandi civiltà nascevano, crescevano e morivano (più o meno), indipendentemente dal corso delle vicende storiche nel vecchio continente e sviluppando culture piuttosto peculiari.
In culo a ogni Atene, Roma o Gerusalemme, agli inizi del sedicesimo secolo la città più grande del mondo era Tenochtitlan, capitale dell’ impero azteco. Sorta su un’ isola del lago Texcoco, questa città era un vero e proprio gioiellino: e per il sistema di dighe, ponti e canali che la rendeva una sorta di Venezia d’ oltreoceano, e per l’ assetto urbanistico e per lo sviluppo di servizi come ad esempio la raccolta dei rifiuti.

Molteplici le cause che portano all’ adempimento di un simile rituale. Sappiamo, da George Bataille, che: “La pratica del sacrificio è oggi caduta in disuso e tuttavia essa è stata, secondo il parere unanime, un’ azione umana più significativa di qualsiasi altra. Le diverse tribù, indipendentemente le une dalle altre, hanno inventato diverse forme di sacrificio allo scopo di rispondere a un bisogno altrettanto inevitabile che la fame. Non è dunque sorprendente che la necessità di soddisfare un simile bisogno, nelle condizioni di vita attuali, porti un uomo isolato a una condotta scucita e anche stupida.”
Io personalmente ho già in mente alcune categorie da utilizzare come serbatoi di vittime sacrificali.

"Socrate è colpevole di essersi rifiutato di riconoscere gli dei riconosciuti dalla città e di avere introdotto altre nuove divinità. Inoltre è colpevole di avere corrotto i giovani. Si richiede la pena di morte ". Questa era l'infamante accusa che Anito e quelli del suo seguito presentarono ai danni di Socrate. Gli accusatori contavano probabilmente in un esilio volontario da parte del filosofo, com'era avvenuto in passato per Protagora o Anassagora, ma egli non abbandonò la città e si sottopose al processo. Anche quando il suo discepolo Critone gli propose la fuga dal carcere in cui era rinchiuso nell'attesa di essere giustiziato, egli si oppose duramente: una legge ingiusta quale è quella che mi condanna, diceva Socrate, non va infranta; viceversa, bisogna battersi per farla cambiare. E così egli accettò la sua sorte: morì dopo aver trangugiato la cicuta e divenne il simbolo della libertà di pensiero. Era il 399 a.C. [filosofico.net]


L' Impero Bizantino ebbe una vita di circa mille anni, rimase infatti in auge più o meno dal 476 al 1453. A cosa si deve questa longevità? Principalmente alla serie di vittorie riportate da Bisanzio contro arabi, veneziani, slavi. Principalmente al fuoco greco: questa miscela infiammabile, in grado di bruciare anche sott' acqua, lanciata su navi e soldati con catapulte e tubi in pressione, era proprio una brutta bestia per i nemici di Costantinopoli.
La soluzione al prossimo post.
Chi glielo ha chiesto, agli anglofoni, di portare la "civiltà" in giro per il globo?