giovedì, 26 novembre 2009

White stains/Cemetery tour 4

Frequentando il sito sweetporn.blogbugs.com – il non plus ultra per chi è in cerca di bukkake e gokkun di qualità aggratise - mi sono imbattuto in un porno giapponese dal promettente titolo “girl loves to swallow rotten cum” (ragazza adora ingoiare sborra marcia).

Nel presentarvene le scene più suggestive mi propongo di dare il via a una breve retrospettiva sugli aspetti più d’avanguardia di quel settore della filmografia pornografica che meglio di ogni altro porta avanti l’insegnamento di Onan.


Nella scena di apertura la starlet del film affronta un giovanotto - che evidentemente non si lava il cazzo molto spesso - leccandogli pulita la cappella sporca di formaggia (smegma):



Fa quindi la sua comparsa la presunta “sborra marcia”, con la ragazza che si improvvisa sommelier dello sperma in un giochetto di cui confesso di non aver capito molto bene i contorni:



È il momento di cimentarsi nella sperimentazione culinaria, lessando un paio di sborrate in una sorta di set fonduta (i risultati a dire il vero sono poco soddisfacenti):



Si va avanti con la sperimentazione, cuocendo insieme risotto e “sborra marcia” e guarnendo il tutto con dell’eiaculato fresco:



Dopo mangiato è buona abitudine lavarsi i denti e sciacquarsi la bocca:




Sulla stessa lunghezza d’onda del precedente film – in termini di trionfo dell’apparato urogenitale maschile - lo sperimentale The human toilet (link hotfile qui), che dà un nuovo significato all’espressione scoparsi un cesso di donna:




E come concludere questa carrellata su spermofagia  e affini se non con un omaggio a quello che considero uno dei più grandi interpreti di questa nostra contemporaneità (sicuramente il più grande tra gli artisti e gli intellettuali italiani viventi, invito tutti a guardarsi questa imprescindibile e definitiva clip): GABRIELE PAOLINI.

 Nella scena che segue il profeta del condom è alle prese con Mauro di Latina, orribile e depravato grassone mentecatto:



P.S.

White stains è una “scandalosa” raccolta di poesie uscita nel 1898 – versione digitale in inglese qui - di Aleister Crowley (il personaggio più citato nei libelli sul satanismo che infestano le librerie, e la cui ombra si allunga sulla famigerata chiesa di scientology), sul quale come sempre c’è un’ottima pagina della Rotten Library.

In particolare (oltre all’evidente allusione nel titolo), con il suo repertorio di gonadi putrefatte da masticare e di secrezioni di ghiandole infette da gonorrea riversate in anfratti vari, mi è venuta in mente la poesia Necrophilia.

P.P.S.

Per la cronaca del mio viaggio a Parigi rimando al post de “iltipostrano”.

Mi pare comunque opportuno rimarcare in questo contesto alcuni vertici di sperimentazione culinaria raggiunti oltralpe.

PASTA FORMAGGI (camembert, brie, gouda, tomme des pyrenees) E AGLIO:



ZUPPA D’AGLIO:



Voglio inoltre aggiungere alcune postille e integrazioni in campo artistico e cimiteriale.


Fresco anche di un’intensa e variegata frequentazione museale mi sento di poter affermare senza remore che L’ “IMPRESSIONISMO” MI FA CACARE; PABLO PICASSO MI FA CACARE.

C’è invece fino al 4 febbraio un’interessante mostra su James Ensor, autore tra le altre cose dell’opera L’alimentazione dottrinaria.

Ho poi acquistato un saggio su Bosch e una monografia su Bruegel, e non ho resistito alla tentazione di comprare una versione inglese della Storia della bruttezza, sebbene ritenga che solo quando per almeno due giorni all’anno le televisioni a reti unificate  manderanno in loop un filmato in cui Gabriele Paolini piscia in bocca a Umberto Eco - con tutta la piscia che gli cola sulla barba - il nostro paese avrà qualche possibilità di salvezza .


La mia frequentazione di musei (tra i quali ricordo il museo delle fogne) è stata seconda solo a quella di cimiteri, mausolei, cripte: andando a integrare il post de “iltipostrano” con quanto attiene alle tappe obbligate il 2 novembre sono stato impegnato in un lungo cimiter tour che mi ha condotto nei cimiteri di Pere Lachaise – il cui crematorio ha una bizzarra architettura – e Montparnasse, e che si è quindi concluso nella chiesa di Saint Eustache, che ospita la lapide funeraria di Cartesio.

Ho poi visitato in solitaria il cimitero di Montmartre.


Per la serie “find a grave” riporto le foto scattate in queste mie visite ai sepolcri di personaggi “di secondo piano”, ma comunque significativi: Gustavo Doré (la cui tomba è defilata e nascosta), Emile Cioran, Alfred Dreyfus, Pierre Joseph Proudhon, Heinrich Heine (le cui opere furono bruciate sui roghi nazisti), Henri Murger.

Altre tombe che ho fotografato sono quelli di Amedeo Modigliani, Chopin, Samuel Beckett, Jean Paul Sartre e compagna, Charles Baudelaire, Stendhal, Francois Truffault (di cui, prima di scoprire che FARENHEIT 451 – che FA CACARE – è suo, pensavo di non aver mai visto un film).


Come si può vedere a fronte di grandi nomi della cultura e dell’arte si ha in linea di massima a che fare con sepolcri piuttosto umili, il che va a buon gioco della posizione di coloro che vedono nella morte una “livella”, per cui alla fine dei giochi non fa poi molta differenza ritrovarsi sepolti in una delle capitali del mondo piuttosto che in un piccolo e isolato sepolcreto del nostro Appennino.

Quale ad esempio quello in cui quest’estate mi sono fermato per un pit stop mentre mi recavo in villeggiatura:

 
mercoledì, 28 ottobre 2009

Il Conte Faina

A quasi un anno di distanza dall’ultimo aggiornamento Glocul! torna a colpire con Il Conte Faina, racconto con cui ho partecipato all’edizione 2009 del famigerato festival Marsciano Arte Giovani.

Novità anche nella sezione “contributi”, con il racconto Risvegli - che vede protagonista nientepopodimenoche il rocker di Zocca - dell’amico virtuale “ArthurRimbaud”.


Per il resto me ne vado per un po’ di giorni, per cui metto in moderazione i commenti. Quando torno (se torno) ve li pubblico.
postato da: giovanevecchio alle ore 13:34 | link | commenti (4)
categorie: racconti, diffamazione, località
lunedì, 19 ottobre 2009

Il giovane vecchio

Questo sito apriva i battenti il 19 ottobre di tre anni fa.

Da allora la polarità giovane/vecchio si è radicata sempre di più nella mia vita.


Nell’ambito delle frequentazioni culturali rimango indubbiamente un grande vecchio.


I libri più interessanti che ho letto negli ultimi tempi sono stati una Storia dell’architettura moderna in due volumi di Bruno Zevi (ebreo, antifascista: particolarmente interessanti le pagine che Zevi, partigiano del Movimento Moderno, dedica alle architetture dei regimi dittatoriali e totalitari del novecento, dal fascismo italiano – le figure di Terragni e Pagano (morto a Mauthausen) vengono presentate come dei martiri dell’accademismo di Piacentini e compagni, fautori di un’architettura “sradicata dalla sua base tecnica e sociale” e concepita “per incentivare la sottomissione al dominio dello Stato”, che si risolse in interventi “criminosi” nelle città storiche (ad esempio l’apertura di Via della Conciliazione), “rancide riesumazioni vernacolari” (gli interventi nell’agro pontino) e “spettrali e gratuiti colonnati, orgia nauseante di falsi archi” (l’ Esposizione Universale del 1942, attuale Eur) – alla Russia sovietica - “L’Urss rompe con la cultura europea tacciandola di rappresentare il capitalismo, e proclama “socialiste” le forme occidentali più retrive, quelle che si richiamano a regimi teocratici, schiavisti, feudali, imperiali, oligarchici”).

E L’operaio, di Ernst Jünger (eroe della prima guerra mondiale, nazista, criticò l’invasione della  Francia e prese parte al complotto di Von Stauffenberg: un’analisi fredda e impietosa - talmente arguta da risultare a tratti incomprensibile - degli effetti della “tecnica” sulla vita dell’uomo, sulla società, sulla politica, uscita alla vigilia del fatidico 1933 ma assolutamente attuale).

Mi sono anche letto I fiori del male (mi ero fermato ai poemetti in prosa de Lo spleen di Parigi) di Charles Baudelaire, autore che – al di là dell’aura di maledettismo  che lo circonda e delle professioni di satanismo – ho scoperto essere vicino agli ambienti e al pensiero della reazione cattolica (Joseph De Maistre).


Ho inoltre ripreso ad ascoltare musica.

Esclusivamente musica classica: Chopin, Wagner, Mahler (mi ricordo un racconto di Charles Bukowski dal titolo Il demonio su un disoccupato semianalfabeta che amava ascoltare Mahler alla radio e che una mattina dopo essersi scolato un paio di bottiglie di vino esce di casa e stupra una bambina di sei anni).

Ho poi reperito i quartetti per archi di Shostakovich.


Sul piano esistenziale rimango invece irrimediabilmente giovane, tanto che ho rinunciato a ogni prospettiva di integrazione nella società e i miei propositi per il futuro oscillano tra il chiedere asilo politico nella Repubblica del Monte Athos e il cercare di ottenere un vitalizio da Roberto Carlino per ritirarmi in una baracca sui monti dove confezionare pamphlet eversivi e pacchi bomba da spedire all’indirizzo di Francesco Amadori.
postato da: giovanevecchio alle ore 10:04 | link | commenti (7)
categorie: musica, poesie, letteratura, arte, storia, pinzillacchere
lunedì, 12 ottobre 2009

Scat megathread

Apprendo con rammarico che a un caro amico è stata diagnosticata una rettocolite ulcerosa, malattia incurabile che lo costringerà a infilarsi su per il culo una supposta al giorno vita natural durante.

Di buono in questo senso c’è che il più roseo dei pronostici gli dà rimaste non più di settecentotrenta supposte.

Gli dedico questo post, abbozzo di una fenomenologia degli aspetti estremi connessi alla merda e al cacare.


Cominciamo con il caso di una graziosa ragazza giapponese – che evidentemente non faceva uso del prodotto reclamizzato dalla Marcuzzi – morta a ventuno anni per complicanze legate a un grave problema di costipazione:



La giovane soffriva di problemi di stipsi da più di un anno e pensava di cavarsela con una regolare assunzione di lassativi.

Prima di morire ha passato un paio di giorni nello stato di gonfiore che si può osservare nelle fotografie: non mangiava più, ma per qualche oscuro motivo né lei né i suoi familiari – che pure erano a conoscenza del problema – hanno ritenuto opportuno recarsi in ospedale.

È stato il fratello più piccolo a trovarne il corpo agonizzante e in preda alle convulsioni.

Sotto l’unghia dell’indice della poveretta sono state trovate tracce di materiale fecale, segno che prima di soccombere ha cercato di invitare a uscire con il suo piccolo dito l’immondo ammasso di merda (del peso di sei chilogrammi) che covava nel ventre.


Rimanendo in ambito clinico ricordo inoltre –per la sezione relics - il programma di disintossicazione intestinale del Dr. Schulze, padre dello stronzo lungo un metro e mezzo riportato in una famosa uscita di rotten.com.


Passando al settore pornografia mi sono visto un meraviglioso filmato (tedesco ovviamente) in cui un prete caca in bocca a una suora (che lo invita a liberarsi del male che nasconde dentro) declamando – con tanto di sottofondo di musica sacra - passi del teologo di Ippona (“siamo nati attraverso orina ed escrementi, dice Sant’Agostino, attraverso orina ed escrementi nasceremo di nuovo?”).

Il filmato è abbastanza conosciuto nel web sotto il nome di “church of fudge” o “1priest1nun” e lo si può facilmente reperire in streaming (ad esempio qui).


Sono poi stato impegnato nella visione di un porno scat girato in Russia - su internet lo si trova sotto “scat russian girls moscow”, la casa di distribuzione naturalmente è tedesca - in cui dei troioni da combattimento si atteggiano a puttane d’alto bordo dando vita a una mega orgia a base di sigari, caviale, champagne e merda.

Il torrent lo potete trovare qui, vi lascio un paio di immagini  a complemento della segnalazione:



Per inciso tutto ciò mi ha fatto venire in mente Villa Certosa.


Infine mi sono visto uno scat giapponese (torrent qui), piuttosto ordinario, tranne per il fatto di avere i genitali degli attori non pixelati: in sostanza una successione di filmati solo/amatoriali in cui delle ragazze vengono riprese mentre cacano (unici picchi una ragazza che riempe un piatto di stronzi e lo mette a scaldare in una padella e una ragazza piuttosto carina che si cosparge interamente il corpo di feccia).

C’è da dire che lo scat – nelle sue infinite declinazioni - è un simbolo dell’identità nipponica al pari del sushi(t) o del kimono: personalmente trovo particolarmente interessante la categoria toilet slave, ricordo ad esempio il famigerato filmato “public toilet girl” (scaricabile qui).
 
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Qui un'ulteriore bizzaria in tema targata Sol Levante: due amiche si immergono per farsi una nuotata in mezzo ai coralli, una caca sott'acqua (notevole la scena in cui le acrobazie degli stronzi vengono riprese con musica di Strauss in sottofondo) e l'altra le infila la mano in culo fino al polso.

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Aggiungo – sulla scorta della chiosa al precedente edit – due ulteriori clip, a rigore non classificabili come scat ma comunque significative ai nostri fini in quanto espressione di malessere e di tortura anali (il mio amico mi ha parlato molte volte delle umilianti e dolorose colonoscopie a cui è stato costretto a sottoporsi).

Il primo (tra le altre cose) documenta un caso di prolasso rettale, con un donnone che partorisce una rosa dal buco del culo:



Il secondo afferisce invece al campo del fisting/insertion estremo, con una signora - disposta a pecora su un letto di carta igienica sporca - a cui viene infilata nel culo un’enorme melanzana.

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Vi propongo in conclusione i risultati di un esperimento a cui mi sono sottoposto quest’estate.

Mi sono costretto a un tour de force alimentare (oltre che psicologico e morale) della durata di una settimana, di cui vado a ripercorrere le tappe salienti.

PASTA CON DIECI TESTE D’AGLIO, TONNO, ALICI:



Per la cronaca questa pasta (un chilogrammo) è stata mangiata in tre mandate, la seconda e la terza volta scaldata in padella con l’aggiunta di sottilette.

PASTA CON FAGIOLI, SALSICCIA, PANCETTA, CIPOLLA:



Un'altra tappa è stata una grigliata di peperoni, salsicce e cipolle:



Mentre mi sottoponevo a questi abomini alimentari sono andato a documentare con la macchina fotografica i risultati della mia attività intestinale:



Spero che un aruspico si trovi a transitare da queste parti e che attraverso la lettura delle mie feci possa finalmente arrivare a cogliere la verità sul destino del mondo e dell’umanità.

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Per i gourmet un'ulteriore suggestione culinaria, rivisitazione degli "spaghetti alla carbonara".

PASTA CON UOVA, CIPOLLA, PANCETTA, MORTADELLA, SALSICCIA, PECORINO:



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giovedì, 24 settembre 2009

La disintegrazione del sistema

Come accennavo nei commenti a un precedente post mi è stato cancellato un intervento in cui descrivevo la storia dell’omicidio della ventisettenne Bianca Brust , di Leer (Germania), ad opera dell’amico Matthias Schoormann.

Schoormann dopo aver strangolato la ragazza ne aveva decapitato il cadavere con un machete per poi fare una serie di foto al corpo mutilato componendolo in pose oscene.

Prima di dare fuoco all’abitazione e suicidarsi ha caricato le foto – che avevo riportato nel mio intervento - su un forum di cui era membro, causandone una rapida diffusione per il web.

In questi giorni facendo un giro per internet mi sono accorto di non essere l’unico ad essere stato colpito da/essere stato costretto a prendere provvedimenti di questo genere (nel mio caso la cancellazione è avvenuta ad opera di terzi, e non mi è stata fornita nessuna spiegazione a riguardo).

Ad ogni modo a beneficio di chi fosse interessato a tutti i risvolti di questo fatto di cronaca segnalo – finché dura – un esaustivo thread sulla vicenda ospitato su documentingreality.com (per visionarlo potrebbe essere necessario iscriversi).


Decapitazione per decapitazione segnalo inoltre, con un ritardo di un paio di anni, questo video che sembra uscito dalla fantasia di un Peter Jackson anni ’80 in cui dei fantomatici neonazisti russi uccidono due “negri” (un tagiko, Shamil Odamanov, e un daghestano), tagliando la gola ad uno con un coltello da caccia e freddando l’altro con un colpo di pistola in testa, con tanto di sottofondo di musica “pagan metal” (la canzone dovrebbe essere Rus della band Arkona) e saluto finale a braccio teso davanti a una bandiera con la croce uncinata.

Qui maggiori informazioni sul fatto.

Probabilmente il video è un fake, ma se non lo fosse c’è da chiedersi perché mai uno dovrebbe farsi degli scrupoli per tenere steso un pietoso velo sul corpo di una ragazza uccisa da uno psicopatico nella prospera Sassonia quando a nessuno sembra importare nulla in questo senso di un poveraccio membro di una minoranza etnica trucidato in Russia da dei fanatici.


Di questi giorni invece la polemica sull’opportunità o meno di mostrare le immagini dei corpi martoriati dei parà della Folgore uccisi nell’attentato dinamitardo a Kabul, visionabili in questo post su liveleak.com (da notare il primo tra i commenti della serie).

Il che mi riporta alla mente la vicenda di Chris Wilson, giovane statunitense arrestato nel 2005 per aver dato vita a un forum in cui venivano pubblicate foto gore degli scenari di guerra iracheni o afghani inviategli dai militari USA in cambio di immagini porno amatoriali.

Qui un articolo sulla storia del giovane pornografo (tra parentesi pollice alto per il layout della sua stazione di “lavoro”).


In tema “neonazismo” poi quest’estate mi sono letto La disintegrazione del sistema dell’ideologo nazimaoista Franco Freda (inquisito per la strage di Piazza Fontana, condannato per propaganda razzista e ora a capo delle Edizioni di Ar, specializzate nella pubblicazione di opere di pensatori e uomini politici sociopatici, un nome per tutti: Adolf Hitler), teorico a suo tempo del fronte comune tra le “forze rivoluzionarie anticapitalistiche” per la “lotta[…] al sistema per la eversione del sistema […] fuori da soluzioni soffocate da vincoli legalitari e riformistici: in quei termini coerenti drastici e risolutivi che solo la violenza possiede”.

Il libro riporta un intervento di Freda a una riunione del comitato di reggenza del Fronte Europeo Rivoluzionario tenutasi a Ratisbona nel 1969.

Lo stile è pulito e accattivante, ma il discorso nel complesso è sconclusionato, le analisi politiche sono ben al di sotto della grossolanità e la maggior parte delle idee portate avanti imbarazzerebbero persino uno studente di terza liceo particolarmente scapigliato.

Tra l’altro costa quindici euri per una trentina scarsa di pagine.


L’opera fa parte della collana Inchiostro di proscritti e assieme ad essa è riportata una copia di un’informativa inviata al Ministero dell’Interno da parte degli organi di polizia incaricati di sorvegliare Freda nella sua attività di “eversione culturale”.

È fin troppo facile dissentire dalle posizioni di Freda o dalle idee diffuse attraverso la sua casa editrice, ma per altri versi la sua attività è encomiabile, facendone un potenziale alleato in un fronte comune di lotta per la libera circolazione delle idee e delle informazioni.


Per inciso un paio di anni fa ci fu una polemica perché una professoressa di un liceo romano aveva adottato come testo di studio i monologhi di Hitler editi da Freda, articolo qui.


Proseguendo il panettone nazi/gore su toni meno drammatici in questi giorni mi sono visto Vogliamo i colonnelli, film del 1973 con Ugo Tognazzi, di cui vi propongo uno spezzone, e Roberto Succo, film francese del 2001 sulla vicenda dell’omonimo serial killer italiano (da antologia il pezzo che fece dopo essersi rifugiato sul tetto di un carcere da cui stava cercando di evadere).


Quest’estate inoltre (mentre ero impegnato in ciò) non ho resistito alla tentazione di comprare questa sporta che faceva mostra di sé sulla bancarella di un pakistano:



P.S.

Ovviamente sono riuscito a recuperare il post cancellato, potete (ri)prenderne visione qui.
lunedì, 14 settembre 2009

La verità sulla morte di Mike Bongiorno

Grazie a un contatto sono riuscito a entrare in possesso di una foto che in questi giorni sta facendo il giro dei sotterranei del web e che dovrebbe ritrarre il cadavere di Mike Bongiorno prima della composizione nella bara:



Poche le informazioni che circolano insieme alla foto. Sembra sia stata scattata con un telefono cellulare – di qui la bassa qualità -  da uno degli operatori sanitari incaricati di compiere gli accertamenti del caso sui poveri resti di Mike.


Probabilmente si tratta di una bufala (ricordo un episodio analogo a proposito di Lady Diana), ma se fosse autentica la foto andrebbe a sollevare una serie di inquietanti interrogativi intorno alle reali circostanze del decesso del presentatore.
lunedì, 07 settembre 2009

Malleus Maleficarum

L’altro giorno leggiucchiavo il blog di Heater Parisi e  mi sono imbattuto in un post sulla violenza sulle donne.
 

Curiosamente gli ultimi efferati casi di cronaca a cui mi sono appassionato vedono protagoniste – nel ruolo di carnefici – proprio delle donne.

Vi vado a raccontare gli episodi.


Il primo è quello degli omicidi di Arboga.

Praticamente c’è questo tizio che dal nulla del suo villaggio svedese se ne va a Creta e si fotte un cesso tedesco. Finita la vacanza torna a casa, e tempo due giorni si ritrova il cesso tedesco davanti alla porta. Gli dà un altro paio di sturate al buco del culo e poi gli dice di sciacquarsi dalle balle.

È l’inizio di una serie di telefonate, comparse improvvise, minacce di suicidio. Insomma, tutte le declinazioni dello stalking. Nel frattempo il tizio – evidentemente masochista – si accompagna con una giovane con tanto di marmocchi al seguito.

Un giorno il cesso tedesco si presenta alla porta di casa della compagna del suo principe azzurro, si fa aprire e aggredisce a martellate la donna e i suoi figlioletti (di uno e tre anni), ferendo gravemente lei e sfondando il cranio agli altri due.

La storia è descritta – con qualche velleità letteraria in più - qui.

Sono venuto a conoscenza della vicenda dopo aver visto le foto dell’autopsia dei bambini (che peraltro avevo già visto un anno fa in un post dal titolo hammer brothers nella defunta sezione horrors di jj.am, senza però preoccuparmi dei retroscena del fatto), la cui diffusione sul web è stata oggetto di una controversia che ha visto coinvolto The Pirate Bay (il mio principale fornitore di software e multimedia).


Il secondo episodio è legato a una parafilia che ho scoperto da poco, il crush fetish.

Limitando l’analisi all’aspetto voyeuristico si tratta di persone che per farselo tirare si vedono questi filmati in cui attrici vestite da mignotte schiacciano “cose” con le loro scarpe col tacco a spillo.

I problemi nascono quando queste “cose” diventano membri del regno animale, facendo scadere la pratica del crush nello zoosadismo (su cui segnalo un post di un interessante blog, grazie al quale ho anche scoperto l’esistenza del promettente documentario Zoo, che racconta la storia di un uomo morto di peritonite dopo essersi fatto inculare da un cavallo).

Una volta tanto l’apoteosi in questo specifico settore dei porni perversi non è stata toccata dai giapponesi (che pure si difendono con la serie Insect Crush e con deliranti film in cui donne “giganti” distruggono dei simil-plastici ferroviari), ma dai cinesi, e nello specifico da una cinese, tale Wang Jue, starlet del(l’ ora chiuso) sito crushworld.net e protagonista del famigerato filmato  "squishy kitty" (di cui, non senza difficoltà, sono riuscito a reperire una copia lo-fi, link rapidshare qui), in cui si assiste allo schiacciamento/smembramento di un gattino.

Pare che in altri filmati del sito ( di cui si trovano degli screenshot qui) si potesse assistere anche allo schiacciamento di pulcini, coniglietti e cuccioli di cane.

Tra l’altro mi piacerebbe prendere visione di questi filmati - o filmati analoghi, quali quelli ospitati su un sito simile, crushheaven.com, anch’esso chiuso - quindi colgo l’occasione per fare una request.


Chiudo dando una prospettiva storica a questo sproloquio a tema, segnalando che secondo un interessante Dizionario dei serial killer che sto leggendo il “primo omicida seriale della storia” sarebbe stata proprio una donna, l’ avvelenatrice Locusta.

Incredibilmente poi si muove a sintesi, perché Locusta fu condannata da quei burloni di romani suoi contemporanei ad essere stuprata da una giraffa addestrata all’uopo, e quindi ad essere dilaniata da bestie feroci.
lunedì, 24 agosto 2009

Federica Pellegrini nuda

La abbiamo vista posare in topless per Fox Uomo. La abbiamo vista su Vanity Fair con indosso nient’altro che un velo di vernice dorata. Ora la macchina fotografica di un paparazzo ci regala un impietoso close-up dei genitali della campionessa di nuoto, pizzicata nell’atto di cambiarsi prima di un allenamento:

venerdì, 31 luglio 2009

Basta, è ora di dire due paroline ai gestori di internet perché forse è meglio chiuderla 2

Questo sito è frequentato soprattutto da pornomani, e quindi dato che ho un po’ di tempo passo in rassegna l’immondizia con cui sono di recente entrato in contatto via web.

Partiamo con il materiale a firma joyangeles.com, che tratta di valchirie – tra le quali spicca la starlet Miranda Didovic – riprese nell’atto di svuotarsi le budella rilasciando cacate dalle dimensioni pachidermiche:



Ed ecco la Divina in azione:



Dopo esserci scaldati con un po’ di soft scat passiamo  - rimanendo sul filo del grottesco - all’ambito bestiality con Animal Action, porno vintage di area tedesca (a giudicare dalla lingua parlata dagli attori) in cui uno squallido fricchettone con il fisico da eroinomane si scopa, nell’ordine, un vitello e una gallina:



Che poi ho passato un paio di minuti a studiarmi questa immagine, ma non sono sicuro di essere venuto completamente a capo della questione.

Infine muoviamo a sintesi con i video di kinkythai.com, segnalatimi da un anonimo commentatore. Partiamo con il video di una ragazza che si mangia un piatto di stronzi di cane guarniti con frutta esotica, vomita la prelibatezza e poi si spalma il tutto sulla faccia:



Chiudiamo con quest’altro video, sintesi dei sogni proibiti di ogni copro-cino/zoofilo:



P.S.

Un altro video che mi sono visto è quello dell’autopsia di una ragazza (di cui si sospettava la morte per overdose) che– oltre alla riflessione di prammatica sulla labilità della condizione umana –mi ha portato a fare delle considerazioni su quanto poco ci voglia a fare scempio di un corpo bello e proporzionato:



Qualche giorno fa nei momenti di relax alternavo la visione di questo filmato con quella del porno scat giapponese Exodus Gold 21, il che mi riporta alla mente i bei tempi dell’ultimo anno di liceo, quando la resistenza irachena ci regalava filmati di decapitazioni (tra cui per atrocità spiccava quello dell’ingegnere statunitense Eugene Armstrong) diffusi da ogrish.com, che insieme appunto a filmati coprofagi scaricabili da porcamadonna.com costituivano la base dell’intrattenimento pomeridiano e, nell’ottica ingenua di allora, fornivano al web una ragione sufficiente per esistere (ricordo anche il sito Big Merda Brasil, ora chiuso, regno del mitico “Dr. Big Merda”).
postato da: giovanevecchio alle ore 00:02 | link | commenti (12)
categorie: scienza, informazione, perversione, malvagità
giovedì, 23 luglio 2009

Gli apostoli dell'Umbria 2

Finalmente sono in vacanza!


Ho trascorso il mio primo giorno di libertà impegnato in un pellegrinaggio che mi ha condotto in quel di Stroncone, al confine tra la provincia di Terni e quella di Rieti.

Molla che mi ha spinto a intraprendere questo pellegrinaggio è stata la lettura di questo articolo comparso su Il Giornale dell’Umbria, che mi ha reso edotto circa l’esistenza della figura del Beato Antonio Vici.

La salma del religioso è conservata nel Convento di S.Francesco, poco fuori dalle mura del borgo:




Da Stroncone ho poi intrapreso il sentiero francescano che conduce in località I Prati (credo prosegua poi fino a Greccio, paese in cui il Poverello allestì il celebre presepe vivente), da cui si godono delle belle viste del borgo medioevale e che fu a suo tempo percorso da nientepopodimeno che San Bernardino da Siena, come testimoniano alcune tracce (1,2) lasciate dal santo al suo passaggio.

Per curiosità, preparando il pellegrinaggio mi sono imbattuto in questo articolo, che illustra la vicenda di un abitante della Stroncone del settecento che, accusato da una donna del luogo di averla disonorata, fu giudicato e condannato dalla Santa Inquisizione nel tribunale della vicina città di Narni.


Un altro articolo comparso su una testata locale che ha di recente attirato la mia attenzione – e di cui ho trovato questa eco sul web – parlava invece di presunti rituali satanici officiati all’interno di un albergo abbandonato sui monti appena al di sopra della città di Spoleto, situato proprio di fronte all’eremo di Monteluco, meta di un mio precedente pellegrinaggio.

L’articolo mi sembra grottesco, così come mi sembra grottesco il dato riportato, secondo cui in Umbria sarebbero attive – stando a fantomatici studi condotti da un altrettanto fantomatico “Gris di Perugia” - 122 sette sataniche su un totale di circa 500 sparse sull’intero territorio nazionale.


Più suggestivo mi pare invece quest’altro articolo, a dar retta al quale l’area dei Sibillini – area da cui guarda caso proviene il santo patrono d’Europa e padre del monachesimo occidentale – sarebbe stata nei tempi un ricettacolo di stregoni, negromanti e altri personaggi dediti a pratiche amene.
postato da: giovanevecchio alle ore 19:14 | link | commenti (6)
categorie: religione, storia, informazione, località
lunedì, 29 giugno 2009

Grazie nonna

Mi sono visto questo film del 1975 con Edwige Fenech:



Il giovanotto che (tra le altre cose) si becca le scoppole da Gianfranco D’Angelo vestito da frate è Valerio Fioravanti, condannato dalla giustizia italiana a otto ergastoli per novantatre omicidi (per gli ottantacinque connessi alla strage di Bologna si professa innocente), tutti compiuti prima del ventitreesimo anno di età.


L’idea che mi sono fatto sulla gang di “terroristi neri” di cui Fioravanti faceva parte – in base alla lettura di un libercolo giornalistico dal titolo Destra estrema e criminale che sto portando avanti  a tempo perso assieme a quella di un libro sul satanismo - è che fossero un ibrido tra ultras da stadio, scugnizzi della camorra e bestie di satana.

Più amena mi pare  invece – così come traspare da questa allucinante, imbarazzante e imperdibile (ricostruzione iniziale e Piroso a parte) intervista - la figura di Pierluigi Concutelli, appartenente a una precedente generazione di estremisti di destra e che prima di venire arrestato per l’omicidio di un giudice si è ritrovato ad attaccare carri armati sovietici in Angola a colpi di RPG, compiere agguati al soldo della DINA di Pinochet (sospettato) e a combattere l’ETA e gli antifascisti in Spagna.

Ovviamente ha conosciuto di persona Gianni Alemanno e Gianfranco Fini.


In ogni caso il vero punto è che quest’anno cade il quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana, strage che ha dato il la a un periodo di assurdità e nefandezze – ora eclissate dall’onnipervasivo  sorriso della faccia spalmata di cerone di Berlusconi - per le quali la repubblica italiana assieme alle sue istituzioni si merita in termini di rispetto l’equivalente di un rutto in faccia dopo aver mangiato la frittata con le zucchine.

Meno male che sono anche cittadino svizzero, per cui ho in progetto - fintantoché sono in tempo -  di prestare il servizio militare oltreconfine, ritirare il fucile d’assalto che mi spetta, recarmi a Roma,  scaricarlo nel cranio di Niccolò Ghedini e cercare di occupare il ministero dell’interno con l’appoggio di Luca Barbareschi.
lunedì, 15 giugno 2009

Basta, è ora di dire due paroline ai gestori di internet perché forse è meglio chiuderla

Una più o meno banale ricerca su Google mi ha condotto a scovare ciò:



Si tratta dell’uscita numero 19 della famigerata serie pornografica Genki di genki-genki.com, la più estrema e d’avanguardia  nell’ambito bestiality (anche se probabilmente la categorizzazione in questo caso è riduttiva), serie che negli ultimi tempi mi ha portato a spulciare in maniera compulsiva forum tra i più improbabili (tra cui forum bsdm israeliani e forum in lingue asiatiche non supportate dalla mia versione di Firefox).  Megaupload e torrent qui e qui (poi se uno ha un po’ di pazienza con Google si trova anche più materiale). Per completezza riporto qualche screeenshot di altri episodi della serie:



genki21, il più famoso, sesso con le rane (tra l’altro credo che alcuni dei batraci siano ancora vivi mentre vengono smembrati, in sottofondo si sentono versi orrendi)




genki4, lumaconi in culo (nome scientifico Holothuroidea)




genki17, tentacle rape, rivisitazione di un classico dell’erotismo giapponese

Del resto sta scritto anche sulla Bibbia: “Poi Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».”[Genesi 1:26]

In uno di questi forum (extreme-board.com, per la cronaca adesso resettato con tutti i post cancellati) mi sono poi imbattuto in un thread dal titolo “cum coooking (cucinare lo sperma)”. Siamo dall’altra parte del pacifico  – ma rimaniamo in ambito giapponese per quanto riguarda le suggestioni – con questa scena tratta da American Gokkun 8, in cui decine di sborrate vengono fatte cuocere a fuoco lento in una padella producendo una cosa non troppo dissimile nell’aspetto ad un uovo sbattuto, con la mignotta di turno che alla fine si mangia la poltiglia bollente:



Che poi secondo me per fare una cosa del genere bisogna aggiungere qualche additivo al prodotto così come esce dai coglioni e a tal riguardo mi piacerebbe sapere l’opinione di qualcuno con competenze in biochimica (comunque per verificarlo mi sto facendo venire i capelli bianchi per pienare di seme un vasetto che tengo nel congelatore e una volta riempito prevedo di far sciogliere il tutto a bagno maria e di gettarlo in una padella per replicare l’esperimento).

Per arrivare alla cosa più degradante che ho visto negli ultimi tempi (peggio dei vari footage sui campi di concentramento vari) bisogna invece attraversare l’atlantico e arrivare (guarda caso) in Italia, con Dr.Gay e Mr.Hide, il film reality-porno gay d’esordio di Gabriele Paolini, reperibile via p2p. Iltipostrano ha postato alcuni screenshot del film, che comunque non rendono appieno il pesantissimo clima di emarginazione e bassezza morale che permea la pellicola, con il Paolini che rimorchia giovanissimi marchettari dell’est-europa in aree degradate della capitale, ne beve la piscia, gli lecca il buco del culo e si fa da loro sborrare in faccia o che si produce in abietti giochi erotici all’interno di uno squallido scantinato con un giovane mentecatto conosciuto via internet, il tutto intramezzato da riflessioni allucinate e allucinanti del “profeta del condom”  sulla sua vita e sulla società italiana.

P.S.

Quella che dà il titolo al post è una celebre uscita attribuita al piduista Maurizio Costanzo. A lui e agli altri censori che moralizzano salvo poi farsi beccare nel mezzo di feste di troie organizzate nelle loro ville al mare ricordo questa uscita – correva l’anno 1997 - dello staff di rotten.com.