lunedì, 29 giugno 2009

Grazie nonna

Mi sono visto questo film del 1975 con Edwige Fenech:



Il giovanotto che (tra le altre cose) si becca le scoppole da Gianfranco D’Angelo vestito da frate è Valerio Fioravanti, condannato dalla giustizia italiana a otto ergastoli per novantatre omicidi (per gli ottantacinque connessi alla strage di Bologna si professa innocente), tutti compiuti prima del ventitreesimo anno di età.


L’idea che mi sono fatto sulla gang di “terroristi neri” di cui Fioravanti faceva parte – in base alla lettura di un libercolo giornalistico dal titolo Destra estrema e criminale che sto portando avanti  a tempo perso assieme a quella di un libro sul satanismo - è che fossero un ibrido tra ultras da stadio, scugnizzi della camorra e bestie di satana.

Più amena mi pare  invece – così come traspare da questa allucinante, imbarazzante e imperdibile (ricostruzione iniziale e Piroso a parte) intervista - la figura di Pierluigi Concutelli, appartenente a una precedente generazione di estremisti di destra e che prima di venire arrestato per l’omicidio di un giudice si è ritrovato ad attaccare carri armati sovietici in Angola a colpi di RPG, compiere agguati al soldo della DINA di Pinochet (sospettato) e a combattere l’ETA e gli antifascisti in Spagna.

Ovviamente ha conosciuto di persona Gianni Alemanno e Gianfranco Fini.


In ogni caso il vero punto è che quest’anno cade il quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana, strage che ha dato il la a un periodo di assurdità e nefandezze – ora eclissate dall’onnipervasivo  sorriso della faccia spalmata di cerone di Berlusconi - per le quali la repubblica italiana assieme alle sue istituzioni si merita in termini di rispetto l’equivalente di un rutto in faccia dopo aver mangiato la frittata con le zucchine.

Meno male che sono anche cittadino svizzero, per cui ho in progetto - fintantoché sono in tempo -  di prestare il servizio militare oltreconfine, ritirare il fucile d’assalto che mi spetta, recarmi a Roma,  scaricarlo nel cranio di Niccolò Ghedini e cercare di occupare il ministero dell’interno con l’appoggio di Luca Barbareschi.
lunedì, 15 giugno 2009

Basta, è ora di dire due paroline ai gestori di internet perché forse è meglio chiuderla

Una più o meno banale ricerca su Google mi ha condotto a scovare ciò:



Si tratta dell’uscita numero 19 della famigerata serie pornografica Genki di genki-genki.com, la più estrema e d’avanguardia  nell’ambito bestiality (anche se probabilmente la categorizzazione in questo caso è riduttiva), serie che negli ultimi tempi mi ha portato a spulciare in maniera compulsiva forum tra i più improbabili (tra cui forum bsdm israeliani e forum in lingue asiatiche non supportate dalla mia versione di Firefox).  Megaupload e torrent qui e qui (poi se uno ha un po’ di pazienza con Google si trova anche più materiale). Per completezza riporto qualche screeenshot di altri episodi della serie:



genki21, il più famoso, sesso con le rane (tra l’altro credo che alcuni dei batraci siano ancora vivi mentre vengono smembrati, in sottofondo si sentono versi orrendi)




genki4, lumaconi in culo (nome scientifico Holothuroidea)




genki17, tentacle rape, rivisitazione di un classico dell’erotismo giapponese

Del resto sta scritto anche sulla Bibbia: “Poi Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».”[Genesi 1:26]

In uno di questi forum (extreme-board.com, per la cronaca adesso resettato con tutti i post cancellati) mi sono poi imbattuto in un thread dal titolo “cum coooking (cucinare lo sperma)”. Siamo dall’altra parte del pacifico  – ma rimaniamo in ambito giapponese per quanto riguarda le suggestioni – con questa scena tratta da American Gokkun 8, in cui decine di sborrate vengono fatte cuocere a fuoco lento in una padella producendo una cosa non troppo dissimile nell’aspetto ad un uovo sbattuto, con la mignotta di turno che alla fine si mangia la poltiglia bollente:



Che poi secondo me per fare una cosa del genere bisogna aggiungere qualche additivo al prodotto così come esce dai coglioni e a tal riguardo mi piacerebbe sapere l’opinione di qualcuno con competenze in biochimica (comunque per verificarlo mi sto facendo venire i capelli bianchi per pienare di seme un vasetto che tengo nel congelatore e una volta riempito prevedo di far sciogliere il tutto a bagno maria e di gettarlo in una padella per replicare l’esperimento).

Per arrivare alla cosa più degradante che ho visto negli ultimi tempi (peggio dei vari footage sui campi di concentramento vari) bisogna invece attraversare l’atlantico e arrivare (guarda caso) in Italia, con Dr.Gay e Mr.Hide, il film reality-porno gay d’esordio di Gabriele Paolini, reperibile via p2p. Iltipostrano ha postato alcuni screenshot del film, che comunque non rendono appieno il pesantissimo clima di emarginazione e bassezza morale che permea la pellicola, con il Paolini che rimorchia giovanissimi marchettari dell’est-europa in aree degradate della capitale, ne beve la piscia, gli lecca il buco del culo e si fa da loro sborrare in faccia o che si produce in abietti giochi erotici all’interno di uno squallido scantinato con un giovane mentecatto conosciuto via internet, il tutto intramezzato da riflessioni allucinate e allucinanti del “profeta del condom”  sulla sua vita e sulla società italiana.

P.S.

Quella che dà il titolo al post è una celebre uscita attribuita al piduista Maurizio Costanzo. A lui e agli altri censori che moralizzano salvo poi farsi beccare nel mezzo di feste di troie organizzate nelle loro ville al mare ricordo questa uscita – correva l’anno 1997 - dello staff di rotten.com.
venerdì, 05 giugno 2009

Patrick Lumumba Diya a Cantine Aperte Umbria 2009

L’Azouz Marzouk di Perugia fa passerella da Arnaldo Caprai accompagnato da due mignottoni orientali:



Chiedo scusa per la bassa qualità delle immagini,  né io né il mio amico abbiamo l’attitude da paparazzi.

Per chi ci visita da Google: Patrick Lumumba Diya, delitto di Perugia, perugini come te, Patrick Lumumba scarcerato, Patrick Lumumba risarcimento, Patrick Lumumba ingiusta detenzione, Cantine Aperte Umbria 2009, Montefalco rosso, Montefalco sagrantino, Arnaldo Caprai, etc.
giovedì, 28 maggio 2009

L'allucinazione al potere

Giugno è mese di amministrative nella porzione d’Italia da cartolina in cui risiedo.

La città - sconvolta dal caldo e dall’esplosione della follia esibizionista e ruffiana - degenera e dà il peggio di sé:




Quanto a me ci ho riflettuto un poco e ho deciso che il giorno delle elezioni mi presenterò al seggio senza essermi nettato bene, mi farò consegnare la scheda e infilatomi nella cabina mi abbasserò pantaloni e mutande e  me la striscerò sul buco del culo  (facendo bene attenzione a lasciarvi attaccati anche dei peli, oltre che feccia e sudore), la piegherò, mi ricomporrò e una volta uscito la infilerò nell’urna con un sorriso a trentadue denti stampato sulla faccia.

Il panorama infatti - tra nazisti che occupano le stesse postazioni da decenni (dei quali trovo particolarmente deplorevole l’assenza di senso dell’umorismo, oltre che di senso del ridicolo), nazisti neocatecumenali (particolarmente attivi in certe “isole felici”: ho poi scoperto che il fondatore del Cammino neocatecumenale, Kiko Arguello, era un pittore, coincidenza questa piuttosto inquietante) e nazisti e basta - è quantomeno disarmante.

E non aiuta certo in questo senso l’uscita dal gioco dell’unico movimento su cui a livello regionale (ma anche nazionale, e probabilmente mondiale, nella misura in cui poneva le basi per una vera e propria palingenesi) riponevo delle speranze:




Che poi alla fine in barba all’articolo 416-ter del codice penale e in base a qualche rimasuglio di coscienza civica (la solita fregatura del meno peggio) ci si troverà comunque a dover scrivere un nome sulla scheda, prima di imbrattarla di merda.

Intanto mi consolo (e sfogo) riguardando questo felice frutto dell’incontro della fantasia di Stephen King e del genio di David Cronenberg.
martedì, 12 maggio 2009

The girlfriend experience / Sui giovani d’oggi ci scatarro su 2

Sono finalmente riuscito a reperire una copia (file torrent a questo indirizzo) del nuovo film di Steven Soderbergh, The girlfriend experience.

In genere ho una mia deontologia da fruitore di materiale pirata, che mi vieta di scaricare le uscite cinematografiche più recenti. Ma in questo caso l'ho bypassata volentieri, poiché mi sembra che ci si trovi davanti a quella che è poco più di un’(azzeccata) operazione commerciale.

Operazione commerciale – che poi è anche l’unico motivo per cui il film risulta di qualche interesse – che consiste nell’aver affidato il ruolo della protagonista all’ex baby-pornostar Sasha Grey, che compie così il suo esordio cinematografico al di fuori del mondo del porno.


Sono convinto – e la visione di questo film non ha fatto che rafforzare le mie convinzioni – che la Grey (oltre che recitare da cani e mostrarsi impacciata e assolutamente fuori luogo nei panni di raffinata squillo d’alto bordo) non abbia una gran dose di personalità da vendere e che il suo successo nel mondo dell’hard sia stato determinato essenzialmente da una favorevole congiuntura commerciale (e magari dall’abilità di chi – tra agenti e produttori/registi – ha avuto un ruolo nel processo della sua vendita).

La Grey infatti non è bellissima (su internet – e alla rete la giovane pornoattrice deve gran parte della propria notorietà – di ragazze più belle se ne trovano a iosa, ad esempio qui, per dirne una) e neanche particolarmente scatenata (Sasha Knox, Chris Taliana, il nome delle prime che mi vengono in mente - tra quelle che conosco - delle centinaia/migliaia di giovanissime del circuito dell’hardcore che in questo senso sono praticamente dei cloni della Grey).


Per quanto mi riguarda il fatto di non avere una personalità particolarmente affermata o di non essere capaci a recitare non è una pecca terribile a diciotto-vent’anni (la Grey ha compiuto ventuno anni lo scorso 14 marzo), nel senso che probabilmente – e potenzialmente - c’è da dare tempo al tempo.

Il fatto è che mi sembra che la Grey cerchi di vendersi per quello che non è.


Infatti, dando una scorsa al suo myspace, tra la cinematografia preferita troviamo cose ricercate e spaccapalle come il neorealismo italiano o la nouvelle vague francese; stessa cosa per la musica,  fino a raggiungere l’apoteosi nel campo della letteratura, in cui tra le preferenze troviamo autori come Yeats, Baudrillard, Sartre, che anche chi avesse trascorso i propri anni di studio matto e disperatissimo  difficilmente avrà approcciato. 

Tutto ciò rende palese il fatto che questo suo profilo sia passato per le mani del Malcolm McLaren della situazione, per usare una metafora desueta. Stesso discorso per le interviste (1,2), in cui si dichiara un’esistenzialista (?) che ha intrapreso la carriera del porno per sperimentare nuove cose nel campo della sua sessualità.


Tutte queste pose da ragazza arty/alternativa a fronte della partecipazione a produzioni pornografiche assolutamente dozzinali:





Per inciso, cose di questo genere le fanno meglio – e con più fantasia – i giapponesi: 1,2, tanto per portare degli esempi.

Le pose da ragazza alternativa contrastano anche con il fatto che – per quanto ne so e per quanto si apprende dalla sua pagina iafd – ha preso parte esclusivamente a produzioni pornografiche collocate all’interno del circolo mainstream del porno made in California.


Insomma, per chiudere con un pronostico – che poi magari si rivelerà sbagliato - la Grey, che non è Marilyn Chambers, dopo essersi giocata con questo film la possibilità di fare carriera nel campo della cinematografia “normale” tornerà a fare film hardcore, che – per il fatto che via via si allontanerà sempre più dai diciotto anni (e l’età conta, come ci dimostra il nostro premier, anche lui goloso di fica appena legale) e per il fatto di essersi bruciata avendo già fatto in questo campo tutto il fattibile – appariranno sempre meno eccitanti e sempre più volgari, come vedere un troione dalle mammelle siliconate e dai capelli ossigenati che si fa ingroppare da un cavallo.

P.S.

Nell’ambito bestiality – animal sex – zoo spunk si trovano anche cose meno ordinarie, come questo raffinato film in cui mi sono imbattuto (siamo ancora una volta nella terra del sol levante) in cui una graziosa ragazza si dà da fare con dei cani (tra le altre cose leccando il buco del culo degli animali,  massaggiandone i cazzi e le palle e ingoiandone la sborra):



Avanti il prossimo:



E ora tutti e due insieme:



Fino ad arrivare al clou:



Dopo aver scrostato il grosso della merda dal buco del culo del cane con la carta igienica:



Si procede con la lingua a una pulizia più approfondita:



All’inizio del film la ragazza viene sottoposta a dei clisteri mentre viene masturbata con dei vibratori:



In definitiva roba sicuramente più spinta di quella fatta da (quella che le forze dominanti del mercato del porno - e le riviste patinate e i giornali che si rivolgono a un pubblico di provincialotti che fanno loro eco - bollano come) la “trasgressiva”, “perversa”, “scatenata” Sasha Grey.

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Non posso che sorridere dinnanzi a chi ammicca postando screenshot degli insipidi bondage di Sasha Grey.

Invito tutti a visionare il buon vecchio materiale a firma bmevideo.com (biglietto da visita in streaming qui, torrent di un video di un'ora e mezzo zeppo di aberranti mutilazioni - genitali e non  - qui).

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martedì, 05 maggio 2009

Voglio accoltellare Valentino Rossi

Mi sono tagliato i capelli:



Ora posso finalmente realizzare il mio sogno!

Ossia pettinarmi con il gel, vestirmi con panni da tamarro comprati in un outlet, spruzzarmi di deodorante Axe, avvicinare Valentino Rossi fingendomi suo fan e infilargli venti centimetri di acciaio tra la terza e la quarta costola!


Ho infatti saputo che il (super)giovane viene in quel di Perugia una domenica sì e una domenica no per prendere parte a tale Bellaciao! nel locale Urban, evento presenziato dall’amico (anche lui supergiovane) DJ Ralf.

Ho anche saputo che scambia sms con una ventenne del luogo e ho un potenziale canale da sfruttare per arrivare a lei.

Potrei impadronirmi del suo cellulare e tendere una trappola al campione: lo farei venire giù con la promessa di fica fresca e facile, lo accopperei con una mazzata sulla schiena e lo rispedirei indietro morto con un coltello da cucina piantato tra le vertebre del collo!


In ogni caso, Valentino sei avvisato (e non dovrebbe essere difficile farti arrivare questo messaggio, sappiamo tutti che quando non sei in pista trascorri il tuo tempo a navigare con Fastweb): la prossima volta che lasci la tua Tavullia per venire a fare passerella nel capoluogo umbro potresti doverci far ritorno con indosso un cappotto di mogano!

P.S.

Il taglio dei capelli è indice del tempo che passa, come rileva Amedeo Minghi nella sua Decenni. Qualche giorno fa ho compiuto gli anni e per l’occasione ho sperimentato una nuova pasta assieme al mio compare (da cui ho ricevuto in dono un bel cd), pasta di cui vi vado a proporre la ricetta (ricordo che altre sfiziose ricette si possono reperire qui).

PASTA CON ASPARAGI

Ingredienti (per due persone): pasta (ca. 600 g, si consigliano mezze penne per raccogliere più condimento), asparagi (abbondanti, la quantità sperimentata è di 1 Kg e tre etti; si consigliano quelli selvatici, più saporiti, anche se difficili da reperire in quantità così elevate), aglio (due teste), peperoncino (abbondante, una quindicina nell’esperimento), formaggio tipo grana.

Pulite gli asparagi ed epurateli della parte più dura del gambo; metteteli a bollire in acqua salata fino a che non diventano morbidi, poi tirateli fuori e tagliateli a pezzettini. Mettete il tutto in una padella assieme all’aglio tagliato fino e al peperoncino e fate cuocere per una mezz’oretta finché il tutto non diventa una poltiglia color verde pisello. Il condimento è pronto: aggiungete la pasta, e formaggio a piacimento. Buon appetito!

Ecco un set di foto che descrive le fasi della preparazione della golosità:




Questo il colore dell’orina dopo due piatti abbondanti della leccornia innaffiati con del vino di Montefalco:



L’odore è ineffabile, e molto caratteristico (tipo quello dello sterco dopo aver mangiato parecchia cipolla). Il mio consiglio per gustarselo a fondo è di mettersi in ginocchio davanti alla tazza piena, avvicinare il volto al pelo libero della brodaglia finché si mantiene calda e dopo essersi coperti la testa con un asciugamano cominciare a respirare a pieni polmoni esclusivamente attraverso le narici.
mercoledì, 22 aprile 2009

Cemetery tour 3 / Find a grave

Questa volta il cimiter tour (di cui ricordo le precedenti tappe: 1,2) varca i confini patri per approdare in Irlanda.

Un sito da non perdere per il necrofilo a cui manca il tempo per girare la desolata provincia irlandese in cerca di sepolcreti pittoreschi, ma che è tuttavia in cerca di un’esperienza cimiteriale completa, è Glendalough, nelle Wicklow Mountains, poco più a sud della baia di Dublino. Si tratta di un sito altamente turistico, quindi per gustarselo al riparo da occhi indiscreti consiglio di recarvisi infrasettimanalmente, magari nei (non rari) giorni di pioggia. Consiglio inoltre di portare dell’attrezzatura da camping, per appartarsi al crepuscolo in solitudine in prossimità delle tombe, e una pala, in modo da rimediare qualche souvenir che sia meno avvilente di un cavatappi a marchio Guinness.
Ecco alcune foto del sito (d'ora in poi le foto saranno accompagnate da didascalie in lingua italiana e inglese):



Vista del complesso monastico-cimiteriale principale

A view of the main monastic/cemeterial area




La torre del decimo secolo svetta tra le lapidi

The tenth century tower among the tombstones




Alcune viste del sepolcreto dall’interno

The inside of the graveyard




Lapidi “RAC-style” (alcune piuttosto vecchie)

“RAC style” tombstones (some of them are quite old)




Rovine che sembrano uscite da un quadro di Friedrich

Caspar David Friedrich look-a-like ruins




Viste dell’ala moderna del cimitero

The modern  part of the graveyard




Ragazzini giocano a pallone tra le tombe (probabilmente sono dei fantasmi)

Kids playing football among the tombs (probably ghosts)




Un altro sito cimiteriale proseguendo nella vallata

Another burial area farther on in the valley




La vallata si conclude con un lago

At the end of the valley you’ll find a lake




A cui una ragazza ha consacrato la propria giovinezza

Where a young girl drowned


Rimanendo nell’area il necrofilo letterato non può perdersi il sepolcro di uno degli autori più crudeli tra i "mostri sacri" della letteratura, ubicato nella sciatta Cattedrale di San Patrizio, a Dublino: mi riferisco a Johnatan Swift, il cui misantropico affresco della condizione umana Gulliver’s Travels è stranamente diventato un classico della letteratura per bambini. Ecco alcune foto del sepolcro:



Tomba di Johnatan Swift

Johnatan Swift’s grave


La guida traveler del National Geographic ci informa che il teschio di Swift è stato “rimosso dalla tomba […] intorno al 1830 per compiere un bizzarro percorso durato un secolo tra i salotti della Dublino alla moda come oggetto di conversazione”, per essere nuovamente tumulato nel 1920.

Se poi trovandovi in quel di Dublino vi venisse la (comprensibilissima) voglia di vedere dei cadaveri potete recarvi nella Chiesa di St.Michan, dove sono conservate delle mummie (visitabili a pagamento), oppure recarvi a un’esibizione di corpi plastificati (che però costa venti euri). Visionabili gratuitamente sono invece delle mummie di palude conservate al National Museum of Archaeology and History , come quella del Oldcroghan Man:



Mummia dell’Oldcroghan Man

Oldcroghan Man’s mummy


Da un cartello informativo apprendiamo che “[…] sebbene non sia possibile stabilire la sequenza precisa degli avvenimenti, il defunto è stato decapitato, tagliato in due e mutilato dei capezzoli. L’asportazione dei capezzoli è molto significativa. Succhiare i capezzoli di un re era un’antica forma di sottomissione in Irlanda, e la mutilazione perpetrata nei confronti dell’Oldcroghan Man lo avrebbe reso ineleggibile come re”.


Se poi vi trovaste a passeggiare per l’altra capitale d’Irlanda, Belfast, non perdetevi una visita al Sinn Fein Shop nel famigerato quartiere cattolico di Falls, dove, tra tranquille t-shirt da indossare tutti i giorni e volumi scritti da teste calde repubblicane fa capolino una delle più inquietanti icone del Male degli ultimi decenni:



Padre Pio fa capolino tra gli oggetti di merchandising del Sinn Fein

St. Pio among IRA merchandising stuff


Il Sinn Fein Shop si trova nello stesso edificio che ospita su una facciata il murales dedicato a Bobby Sands, giovane ribelle lasciatosi morire di fame nelle carceri britanniche nel 1981. Bobby Sands è sepolto, assieme ad altri giovani che lo hanno seguito nel suo estremo gesto di protesta, e ad altri giovani morti di morte violenta, nel vicino cimitero di Milltown. Ecco alcune foto della sua tomba:



Tomba di Bobby Sands

Bobby Sands’ grave
postato da: giovanevecchio alle ore 00:05 | link | commenti (15)
categorie: letteratura, religione, storia, localitĂ 
lunedì, 06 aprile 2009

Extraterrestre portami via

Mi sono visto – a pezzi e bocconi – E.T. the vagina:



Un’ “unità Z-9” lascia il pianeta Uterus per venire sulla Terra a studiare il comportamento degli esseri umani e capita in un puttanaio: questa la “trama” del film. Da rilevare che Supervert classifica l’attrazione sessuale verso le forme di vita extraterrestri come "exophilia".

Se Agostino d’Ippona avesse avuto la possibilità di visionare questo prodotto ci avrebbe risparmiato tediose riflessioni sulle origini e il senso del Male: il Male è necessario e pienamente giustificato, e il Signore si rivela anche troppo clemente nei confronti del proprio gregge.


Per il resto me ne vado per un po’ di tempo. Buona Pasqua.

P.S.

Ovviamente mi dedico anche a visioni più serie. Ultimamente ho rivolto la mia attenzione ai polizieschi ultraviolenti di Umberto Lenzi – che evidentemente non sono stati metabolizzati dal pubblico italiano, se è vero che questo è ancora disposto a cadere nelle trappole imbastite dai media che sull’onda del sensazionalismo continuano a costruire “allarmi” (che puntualmente si risolvono in castelli di carta) attorno ai fatti di cronaca più efferati – e a certo cinema artistoide/intellettualoide spinto degli anni settanta, tipo i film riportati in questo elenco. Elenco da cui manca Viva la muerte di Fernando Arrabal, film surrealisteggiante del 1971 che contiene una disturbante scena che vede coinvolta la macellazione di un toro:



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Toh, vi lascio il link a uno spassoso film nazi zombie norvegese di recente uscita.

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P.P.S.

Dipinte in queste rive son dell'italica gente le magnifiche sorti e progressive.
postato da: giovanevecchio alle ore 10:07 | link | commenti (8)
categorie: cinema, arte, attualitĂ , perversione
mercoledì, 25 marzo 2009

Sui giovani d'oggi ci scatarro su

La lettura di questo articolo, unitamente alla lettura di un intervento comparso in un blog a proposito di tale Daniela Cavallaro, mi ha portato alla mente una vicenda avvenuta la scorsa estate, che costituisce un po’ l’estremizzazione della “triste moda giovanile di filmare particolari scabrosi per poi farli girare”, per citare il deamicisiano autore dell’articolo.

Vicenda che è descritta in maniera più che approfondita qui. In sostanza tale Mohammed D’ali Carvahlo Santos (!), strafatto di coca, ha ucciso e fatto a pezzi la fidanzata/convivente diciassettenne Carol Burke, riprendendo e fotografando le fasi dello smembramento con il cellulare. Per poi spedire il macabro materiale a dei conoscenti, compromettendosi così in maniera definitiva.

Su internet sono reperibili delle immagini esplicite riguardanti il fattaccio – immagini che inevitabilmente non potevano e non possono passare per i canali mainstream dell’informazione – che ripropongo in questa sede perché sono importanti per prendere coscienza di quanto sia alto il livello di desensibilizzazione e “analfabetismo emotivo” prodotto nei giovani d’oggi dalle nuove tecnologie:

mercoledì, 18 marzo 2009

Approvato il piano casa



Per i proprietari la possibilità di ampliare fino al venti per cento la cubatura degli immobili ad uso abitativo.

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"Iltipostrano" ha scritto un racconto su Josef Fritzl, leggetelo.

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mercoledì, 11 marzo 2009

Forza Nuova Perugia

Dopo averne imboccata una dal punto di vista della comunicazione quelli di Forza Nuova Perugia - evidentemente interessati al "purché se ne parli" - ci riprovano taroccando i manifesti elettorali di cui il candidato sindaco del PD ha letteralmente tappezzato la città:



Vediamo se ci riesce di conquistare qualche avamposto su Google: Forza Nuova Perugia, perugini come te, manifesti elettorali Boccali, manifesti elettorali PD Perugia, Wladimiro Boccali candidato sindaco, Perugia comunali 2009, etc.

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Forza Nuova Perugia prende la parola sull'argomento e svela gli arcani significati della propria azione. Delirio, rozzezza, qualunquismo: non possiamo non apprezzare.

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domenica, 08 marzo 2009

Triumph des Willens / Frankenpenis

In questo dì mi sento di celebrare uno dei pochi esseri umani con mammelle e utero che ha contribuito a rendere onore alla sua razza, Leni Riefenstahl.

Se non altro perché negli ultimi giorni mi sono fatto un’overdose di svastiche e braccia tese visionando suoi lavori, quali Il trionfo della volontà (cronaca di un allegro raduno di tesserati e simpatizzanti del NSDAP, i possibili paralleli con l’attualità - probabilmente sono le fondamenta della società industriale ad essere marce – sono talmente tanti che è del tutto superfluo cominciare a farne) e Olympia, documentario sulle Olimpiadi di Berlino del ’36.

Da segnalare che quando tale Lanzi, atleta italiano, viene battuto agli ottocento metri da un negrone americano una supporter del bel paese consegna alla storia un udibilissimo “negraccio!”. Del resto gli atleti italiani in quegli anni giocavano in maglia nera, e questo è l’aspetto della delegazione che sfilò in occasione della cerimonia di apertura dei giochi:



Spezzo tuttavia una lancia in favore del deprecabile comportamento di cui sopra: confesso che pure a me il melting pot - ormai dilagante anche nella specifica periferia del mondo in cui mi trascino - provoca disagio.

P.S.

Frankenpenis
è il pornazzo cult – diretto dall’ebreo Ron Jeremy - che vede la partecipazione di John Bobbit, l’uomo evirato dalla moglie e icona del girl power Lorena, che poi andò a farsi un giro in macchina assieme alla nerchia tagliata.

Nerchia che gli è poi stata riattaccata, anche se sembra che gli abbiano impiantato una protesi che permette di raggiungere l’erezione attraverso il massaggio dello scroto (per attivare una specie di pompetta). Ecco una (inflazionata ma eloquente) foto del processo:



Probabilmente non vi interessa vedere John Wayne Bobbit che dopo l’operazione infila il suo cazzo menomato in troioni siliconati, ma nel caso che sì qui (1,2,3) ci sono dei video da scaricare e/o vedere in streaming.

P.P.S.

Mi sono visto anche un paio di classici della pornografia d’avanguardia anni ’70, lo psichedelico Behind the green door:



Che come si può vedere contiene anche una delle prime scene di sesso interracial (Larry Flint si è beccato una fucilata che lo ha reso paraplegico per aver fatto da apripista nella pubblicazione di scene di questo genere). E il trashissimo Hard Gore:



Assurda – tra le tante - la scena in cui un giovane fricchettone una volta entrato in una specie di carnaio comincia a fottersi un cadavere (probabilmente quello di Mary) canticchiando “Mary’s gonna get it, get it, get it…” sulla melodia di London bridge is falling down e auscultandone il cuore morto con uno stetoscopio. Lo stesso personaggio più avanti si scopa un materasso, con piume che svolazzano dappertutto.

Passando alla pornografia meno “artistica” e più funzionale all’onanismo ho da poco scoperto che Hailey Paige è morta da quasi due anni all’interno di una sorta di “caso Sid&Nancy” del porno che ha visto coinvolto anche il defunto marito della starlet (e regista hard) Chico Wang. Qui la vicenda è spiegata in maniera abbastanza approfondita (anche se in un italiano stentato).


Buone visioni, e tenete un pacchetto di kleenex a portata di cazzo (o di passera)!

P.P.P.S.

In tema fregna e multiculturalismo beccatevi anche questa.